Differenza tra in tutto e in tutti i punti: non commettete più l’errore!

Le due grafie coesistono nei testi italiani da oltre un secolo, e i dizionari di riferimento accettano entrambe. Quindi, tra « in tutto e per tutto » al singolare e « in tutti i punti » al plurale, quale privilegiare nei vostri scritti? La risposta dipende meno da una regola netta che da un’analisi grammaticale precisa della parola « tutto » in ciascuna costruzione.

Singolare o plurale: cosa dicono il Robert e l’Accademia francese

Il Dizionario dell’Accademia francese (9a edizione, aggiornamento continuo) dà « in tutto e per tutto » al singolare come locuzione avverbiale che significa « interamente, completamente ». Gli esempi proposti illustrano esclusivamente questa forma, rendendola la grafia più canonica nella norma accademica contemporanea.

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Il Robert online, dal canto suo, tratta « in tutto e per tutto » e « in tutti i punti » come due locuzioni fisse sinonime di « completamente, totalmente », senza segnare preferenze di registro o di correttezza tra le due. Tuttavia, il Robert segnala che la forma al singolare appare più frequentemente nelle citazioni letterarie.

La differenza tra in tutto e per tutto e in tutti i punti risiede quindi in una sfumatura grammaticale, non in un errore. Entrambe le forme sono corrette.

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Criterio In tutto e per tutto (singolare) In tutti i punti (plurale)
Funzione di « tutto » Avverbio (= interamente) Aggettivo indefinito (= ogni punto)
Senso Completamente, totalmente Su ciascun aspetto
Accademia francese (9a ed.) Forma utilizzata negli esempi Non illustrata, ma non condannata
Il Robert online Accettata Accettata
Tendenza nella stampa recente Forma dominante dagli anni 2010 Meno frequente rispetto al XIX secolo
Registro Comune a sostenuto Comune

Professore davanti a una lavagna con esempi di grammatica francese che illustrano l'uso corretto di 'in tutto e per tutto' e 'in tutti i punti'

Grammatica della parola « tutto »: avverbio o aggettivo indefinito

La confusione deriva dal doppio status grammaticale di « tutto ». In « in tutto e per tutto », « tutto » funziona come un avverbio, sinonimo di « totalmente ». Rimane invariabile, e « punto » rimane al singolare perché non è realmente conteggiabile in questa costruzione.

In « in tutti i punti », « tutto » riprende il suo ruolo di aggettivo indefinito. Significa quindi « ciascuno » o « la totalità di ». Il plurale si impone logicamente su « punti », poiché si considera che esistano più punti distinti su cui si basa il confronto o il giudizio.

Questa distinzione spiega perché il TLFi (Tesoro della lingua francese informatizzato) classifica le due forme affiancate precisando che l’uso oscilla tra il singolare e il plurale per diverse locuzioni costruite con « tutto ».

Altre locuzioni che pongono lo stesso problema

Il fenomeno non è isolato. Diverse espressioni francesi oscillano tra singolare e plurale con « tutto »:

  • « A tutta briglia » o « a tutte le briglie »: entrambe sono attestati, ma il singolare domina oggi.
  • « Da ogni parte » o « da tutte le parti »: il plurale rimane più comune in questo caso specifico, poiché si immaginano più direzioni.
  • « In ogni caso » non varia mai al plurale, prova che ogni locuzione ha la propria logica fissa.

Osservare questi paralleli aiuta a comprendere che il francese non applica una regola meccanica unica. Ogni locuzione ha la sua storia e il suo grado di fissità.

Evoluzione dell’uso: la stampa privilegia il singolare

I corpus della stampa francofona mostrano, dall’inizio degli anni 2010, una netta predominanza della forma al singolare « in tutto e per tutto » su « in tutti i punti ». Le due coesistevano in modo molto più equilibrato nei testi letterari del XIX e dell’inizio del XX secolo.

Questa tendenza si spiega con la semplificazione progressiva delle locuzioni avverbiali nella scrittura giornalistica e professionale. Il singolare, più compatto, si è imposto come forma predefinita nelle redazioni.

D’altra parte, « in tutti i punti » persiste nei contesti in cui l’autore vuole insistere sulla molteplicità dei criteri di confronto. Una frase come « questi due modelli sono simili in tutti i punti » implica che sono state verificate ciascuna delle caratteristiche.

Quale impatto per l’ortografia quotidiana

Nessun correttore professionale segnalerà una forma o l’altra come errata. Gli strumenti di correzione automatica le accettano entrambe. L’unica situazione che potrebbe porre problemi sarebbe un concorso o un esame che richiede la norma accademica rigorosa: in questo caso, il singolare costituisce la scelta più sicura.

Giovane donna in un caffè parigino che consulta un sito di correzione grammaticale francese sul suo computer portatile

Scegliere tra le due forme a seconda del contesto di scrittura

Il singolare è adatto alla maggior parte delle situazioni: corrispondenza professionale, articoli di stampa, documenti amministrativi. È conforme alla raccomandazione implicita dell’Accademia e corrisponde all’uso dominante.

Il plurale rimane pertinente quando la frase mette in evidenza un’enumerazione o un confronto dettagliato. Tre casi tipici giustificano « in tutti i punti »:

  • Confronto tecnico tra due oggetti: « Questo prototipo è conforme al capitolato in tutti i punti » (ogni specifica è stata verificata).
  • Giudizio su criteri elencati: « La loro argomentazione si allinea alla nostra in tutti i punti » (punto per punto).
  • Uso letterario o retorico assunto, dove il plurale aggiunge un’enfasi sull’esaustività del discorso.

In caso di dubbio, optare per il singolare non sarà mai un errore. È la forma più neutra e ampiamente accettata nel francese contemporaneo.

Il vero inganno di questa espressione non risiede nella scelta tra singolare o plurale, ma nella coerenza all’interno di un testo. Alternare « in tutto e per tutto » e « in tutti i punti » da un paragrafo all’altro dà un’impressione di indecisione. Fissare una grafia e mantenerla per l’intero documento rimane la migliore pratica redazionale.

Differenza tra in tutto e in tutti i punti: non commettete più l’errore!